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Sicurezza in Trentino – Diamo i numeri

La 12ª Settimana dell’Accoglienza, promossa da CNCA Trentino-Alto Adige Südtirol, porta quest’anno il titolo “Sicurezze: vivere la comunità”. Una scelta non casuale: al plurale, “sicurezze” allarga lo sguardo oltre la lettura più diffusa nel dibattito pubblico — quella legata a ordine pubblico e criminalità — per restituire la complessità di un tema che riguarda il lavoro, la salute, la casa, l’istruzione, le relazioni familiari e la giustizia. È la sicurezza intesa come condizione di base per una vita dignitosa e per l’accoglienza reciproca all’interno della comunità, non come semplice assenza di minaccia.

I dati raccolti in questa presentazione — “Diamo i numeri” — nascono proprio da questa chiave di lettura: mostrare come le insicurezze quotidiane delle persone (un lavoro che non tutela, una lista d’attesa che si allunga, un affitto che pesa sempre di più, un carcere sovraffollato, la povertà che colpisce sempre più minori) siano altrettante facce della stessa medaglia, e altrettanto rilevanti quanto i temi più tradizionalmente associati alla “sicurezza”. L’evento di apertura si colloca dunque come momento di analisi e consapevolezza, propedeutico agli appuntamenti successivi della Settimana.

Sicurezza del lavoro e al lavoro

Per quanto riguarda gli infortuni e le morti sul lavoro, nel 2025 in Italia si sono registrati 597.710 incidenti con 1.093 vittime, mentre in Trentino-Alto Adige le vittime sono state 17, di cui 7 in Trentino. A metà settembre 2026 le vittime complessive a livello nazionale erano già 1.002; in Trentino, nel primo semestre del 2026, le vittime sono state 7, contro le 3 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.

Sul fronte del lavoro nero, in Italia si contano oltre 2,6 milioni di lavoratori irregolari, con un volume d’affari sommerso di circa 77 miliardi di euro all’anno. In Trentino i lavoratori irregolari sono circa 21.600, per un giro d’affari intorno ai 728 milioni di euro.

Sicurezza e salute

La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del Pil, in calo dello 0,1% rispetto al 2024 e sotto la media dei Paesi europei, che è del 7,1%. A livello nazionale rinunciano alle cure 5,8 milioni di persone; in Trentino il 4,6% della popolazione rinuncia ad accertamenti medici e il 7,4% rinuncia a visite specialistiche, per un totale di 40mila cittadini appartenenti a 17mila famiglie.

Riguardo alle liste d’attesa, a giugno 2026 il Trentino risulta ultimo in Italia per le prime visite, con solo il 54,7% effettuate nei tempi previsti (-8,4%). Per gli esami diagnostici il dato è migliore, anche se la percentuale esatta non è leggibile nella slide originale.

Sicurezza e casa

Riguardo agli affitti, a Trento il costo medio di un alloggio era, ad agosto 2026, di 12,9 €/mq, con un aumento del +5,91% rispetto ad agosto 2025, del +18,9% rispetto ad agosto 2021 e del +30,3% rispetto ad agosto 2018.

Carcere: sicurezza e riabilitazione

Al 28 luglio 2026 le persone detenute erano 64.741, di cui solo 2.891 donne (il 4,46%). A fronte di 46.343 posti effettivamente disponibili, il tasso di affollamento reale risulta del 139,7%.

Sul fronte dei suicidi in carcere, nei primi sette mesi del 2026 se ne sono contati almeno 38, contro i 76 dell’intero 2025; nel periodo 2021-2025 i suicidi registrati sono stati complessivamente 370. Nel 2024, inoltre, si sono verificati 7 suicidi nella polizia penitenziaria.

Per quanto riguarda le recidive, il 70% di chi esce di prigione, prima o poi vi ritorna; il 20% di chi è stato in carcere ha lavorato o ha beneficiato di misure alternative, ma solo il 2% ha un lavoro all’uscita dal carcere.

Sicurezza e reati

Nel 2024 in Trentino sono state presentate 506 denunce per violenza di genere (+6,1%). Il presunto autore del reato è il partner o l’ex partner rispettivamente nel 27,5% e nel 25,7% dei casi; nell’11,5% si tratta di un altro familiare e nel 7,9% di un amico o altro conoscente. Le vittime straniere rappresentano il 20,6% del totale, mentre gli autori stranieri sono il 25,9%.

A livello generale, l’Italia è tra i paesi più sicuri: i reati sono calati del 2,39% nel 2025 rispetto all’anno precedente, e nel decennio 2015-2025 si registra un decremento totale del 13%, che riguarda soprattutto i reati più gravi.

Sicurezza e povertà

Sul divario di genere, la paga oraria delle donne dipendenti è in media inferiore del 5,6% rispetto a quella degli uomini; considerando il reddito totale (mensile/annuale), il divario sale al 20-25%, poiché le donne lavorano più spesso part-time e registrano un tasso di occupazione inferiore.

Quanto alla povertà in Trentino, nel 2025 le persone a rischio erano 50mila, ovvero 10mila in più rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’indebitamento delle famiglie per credito al consumo, con un incremento medio in Trentino dal 2024 al 2025 del 5,9%, pari a 4.525 € per ciascun nucleo familiare. Circa l’8,8% dei minori vive in condizione di povertà relativa, corrispondente a quasi 8.000 bambini e bambine.

Povertà educativa

A marzo 2026 in Trentino i Neet nella fascia 15-24 anni erano il 7,1% (contro il 4% di marzo 2025), pari a quasi 4.000 giovani, di cui il 53,6% donne e il 46,4% uomini. Nella fascia 24-35 anni, il dato complessivo medio di Neet è del 7,4% (in calo rispetto al 2025), con l’11,8% al femminile e il 3,3% al maschile.

Sicurezza sulla strada

Nel 2025 in Italia si sono registrate 2.868 vittime di incidenti stradali (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%), per un totale di 177.207 incidenti stradali (+2,2%). Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025.

In Trentino, nel 2025, si sono registrate 21 persone decedute, 1.720 ferite e 1.278 sinistri. Ad agosto 2026 sono deceduti in incidenti 3 pedoni, 3 ciclisti e 16 motociclisti.

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