
Report sda24
A questo link puoi visualizzare il report sda24 T-essere comunità-la decima edizione della Settimana dell’Accoglienza.
Qui le parole di introduzione di Claudio Bassetti, presidente del CNCA Trentino Alto Adige.
Dieci anni di Settimana dell’accoglienza. Dieci anni di incontri, di riflessioni, di sguardi sul presente, di visioni sul futuro, di incoraggiamento e stimolo reciproco. Dieci anni di racconti di vite, di sfide individuali che diventano comunitarie nell’intreccio delle vite, delle porte aperte, dell’accoglienza.
Era il 2015 e iniziava la prima Settimana. “Far crescere nella nostra comunità la cultura dell’accoglienza, in tutti i suoi aspetti: questo è lo scopo”. Insieme per generare valore sociale il tema affrontato in quella edizione, un titolo quanto mai attuale. Negli anni la centratura dei vari temi è sempre stata sulla dimensione comunitaria e su quella dell’accoglienza nella convinzione, andata rinforzandosi nel tempo, che stiamo tutti meglio in una comunità accogliente e che una comunità esiste solo se è accogliente. Se è capace, se tutti siamo capaci, di farci carico delle fragilità, delle debolezze, delle difficoltà, condizioni che fanno parte dell’esistenza. In un tempo in cui vi sono forme di povertà nuove e diversificate, in cui appare con chiarezza come sia faticoso per tutti il duro mestiere di vivere, è fondamentale riscoprire l’esigenza della prossimità, del farsi prossimo, cioè vicino, l’uno all’altro. Accoglienza come unico vero antidoto a quella che papa Francesco ha definito a più riprese “globalizzazione dell’indifferenza”.
Dieci anni non sono un traguardo ma un passaggio in un percorso di crescita. Abbiamo necessità di crescere in consapevolezza, in coesione, in profondità di pensiero, in pluralità di voci, in capacità di coinvolgimento. In netta contrapposizione a questi tempi che vedono essere disarticolato il tessuto sociale, ridotto a poche parole ad effetto e spesso urticanti il dibattito pubblico, uniformate le voci. È uno sforzo faticoso ma obbligato per tutti quelli che credono ancora nella cultura della convivenza, nella politica dell’essere comunità, nel senso profondo dell’umanità come relazione. Che crede ancora nella giustizia sociale, nel riconoscimento dell’altro e dei diritti universali di cui ognuno è portatore.
Ci saranno tante altre Settimane dell’accoglienza, ricche ed emozionanti come questa, di cui leggiamo ora il report come quelle che l’hanno preceduta; settimane come espressioni di una volontà precisa, ben definita, determinata, operata da tutti coloro i quali lavorano costantemente, ogni giorno, per contrastare solitudini, indifferenza ed emarginazione. E che mettono al centro della propria azione i temi della giustizia sociale, l’affermazione dei diritti, la lettura e la risposta ai bisogni, la costruzione di relazioni vere, autentiche.
Un grazie da parte mia a tutte e tutti, persone che a titolo gratuito che si sono spesi in questi anni per promuovere cultura dell’accoglienza, per abbattere muri, per costruire ponti di pace e di incontro, per dare voce agli ultimi, a chi voce non ha, per essere amici di chi non ha amici, riportando le parole di Don Dante.