
Il manifesto della Settimana dell’Accoglienza 2025
Ha quasi ottant’anni la nostra Costituzione ed è ancora così straordinariamente attuale. Uomini e donne, usciti dalla dittatura e dalla guerra, costruivano un’idea di società democratica, nella quale tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità e diritti. Ma soprattutto una società che ha come compito quello di rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Art.3
Osserviamo oggi come il legislatore costituente avesse chiaro che esistono ostacoli e che gli sforzi andavano indirizzati per superarli, per rendere la società più giusta, più libera, più forte, più sicura. Non poteva prevedere che molti decenni dopo, ai nostri giorni, la situazione presentasse ancora invece caratteri di grande criticità. Che gli ostacoli si siano ingigantiti, che siano diventati muri, che i diritti e la dignità di troppi siano in discussione, che alla partecipazione si sostituiscano il distacco, il disinteresse, la sfiducia. L’abbiamo visto anche nelle recenti elezioni: è un forte campanello d’allarme che riguarda tutti. La crescita delle disuguaglianze sociali è una causa d’instabilità delle democrazie. Tante persone in questi anni si sono sentite abbandonate. “È una disuguaglianza di riconoscimento che impatta su situazioni già ferite, provocando rabbia o atteggiamenti di rifiuto verso ogni pubblica istituzione. E l’astensionismo o la fascinazione per la deriva autoritaria lo dimostrano.” (Andrea Morniroli)
La rilevanza comunitaria dell’argomento ci ha convinti come CNCA a porre al centro della nostra undicesima Settimana dell’accoglienza il tema che tocca il pieno sviluppo della persona umana: Disuguaglianze, il titolo. Di questo vogliamo parlare, su questo confrontarci, costruire insieme a soggetti pubblici e privati, ad associazioni e gruppi, tanti momenti di dibattito, riflessione, analisi. Partendo dalle disuguaglianze generate dalla distribuzione della ricchezza.
Alla fine del 2022, il cinque per cento più ricco delle famiglie italiane deteneva il 46 per cento della ricchezza netta complessiva mentre il 50 per cento più povero ne possedeva meno dell’otto per cento. Fonte Banca d’Italia 2024. Intanto la quota di ricchezza del 20% più povero, tra il 2021 e il 2022, si è quasi dimezzata passando dallo 0,51% allo 0,27%. Così, come scrive la Caritas italiana nel suo Rapporto Povertà 2024, praticamente una persona su dieci, il 9,7% vive in una condizione di povertà assoluta, quindi senza il minimo per avere una vita dignitosa. Stiamo parlando di 5 milioni 694mila residenti, per un totale di oltre 2 milioni 217mila famiglie (l’8,4% dei nuclei). Il dato non accenna a diminuire. La povertà assoluta nel 2023 tocca un 9% di persone nel Nord Italia. Nel 2022, in Trentino, circa il 5% della popolazione viveva in condizioni di povertà assoluta: circa 1.700 persone in più dell’anno precedente. Ricordiamo, come scrive l’economista Lucas Chancel, che “la disuguaglianza è sempre una scelta politica“. Non avviene per caso.
