
Los nadies, i nessuno
Ogni anno dal 2015 il CNCA propone alla cittadinanza la Settimana dell’Accoglienza con l’obiettivo di stare insieme e scoprire la bellezza di fragilità e diversità attraverso eventi culturali, workshop, laboratori e momenti di riflessione sul tema dell’accoglienza.
L’edizione 2025, l’undicesima, si svolgerà dal 26 settembre al 4 ottobre 2025, sotto il titolo “Disuguaglianze: comunità in cammino per società più eque”. «Le disuguaglianze sono sempre una scelta politica», dichiara il presidente Claudio Bassetti — forse occorre rallentare un attimo e riflettere su come ciascuna persona possa contribuire ad una società più equa, ad una comunità in grado di rimuovere gli ostacoli che impediscono agli altri di vivere pienamente. Li vediamo questi altri? Li abbiamo emarginati dalle nostre relazioni, esclusi dal nostro benessere, lasciati indietro dalla nostra frenesia… A volte servono le parole dei poeti per ritrovarli, per renderci conto sin dove si è spinta la nostra indifferenza. Ecco allora le parole di Eduardo Galleano.
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Los nadies
Sueñan las pulgas con comprarse un perro
y sueñan los nadies con salir de pobres,
que algún mágico día
llueva la buena suerte,
que llueva a cántaros la buena suerte;
Pero la buena suerte no llueve ayer,
ni hoy, ni mañana, ni nunca,
ni en lloviznitas cae del cielo labuena suerte,
por mucho que los nadies la llamen
y aunque les pique la mano izquierda,
o se levanten con el pié derecho,
o empiecen el año cambiando de escoba.
Los nadies, los hijos de nadie, los dueños de nada,
Que no son, aunque sean.
Que no hablan idiomas, sino dialectos.
Que no profesan religiones, sino supersticiones.
Que no hacen arte, sino artesanía.
Que no practican cultura, sino folklore.
Que no son seres humanos, sino recursos humanos.
Que no tienen cara, sino brazos.
Que no tienen nombre, sino número.
Que no figuran en la historia universal,
sino en la crónica roja de la prensa local.
Los nadies, que cuestan menos que la bala que los mata.
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I nessuno
Le pulci sognano di comprarsi un cane
e i nessuno sognano di non essere più poveri,
che un magico giorno
piova improvvisamente la fortuna,
che piova a dirotto la fortuna.
Però la fortuna non piove né ieri,
né oggi, né domani, né mai,
e neppure pioviggina, la fortuna
per quanto i nessuno la chiamino
e le pizzichino la mano sinistra,
o si alzino con il piede destro,
o inizino l’anno cambiando la scopa.
I nessuno, i figli di nessuno, i padroni di nulla.
Che non sono, anche se esistono.
Che non parlano lingue, ma dialetti.
Che non professano religioni, ma superstizioni.
Che non fanno arte, ma artigianato.
Che non praticano la cultura, ma il folklore.
Che non sono esseri umani, ma risorse umane.
Che non hanno volto, ma braccia.
Che non hanno nome, ma numero.
Che non compaiono nella storia universale,
ma nella cronaca nera della stampa locale.
I nessuno, che costano meno del proiettile che li uccide.
